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Lo scopo di questo lavoro è quello di analizzare il comportamento omicidiario seriale sotto diverse angolazioni, per avere una visione del fenomeno a trecentosessanta gradi e, per ottenere questo risultato, vengono integrati i punti di vista psicologico e psicoanalitico con quello sociologico e criminologico. Accanto, quindi, all'analisi dell'infanzia e dell'adolescenza degli assassini seriali, viene considerato il rapporto esistente fra il loro comportamento e il grado d'inserimento nel tessuto sociale (e, in particolare, nella società industrializzata occidentale). Contemporaneamente, pur riconoscendo l'importanza che una sessualità deviata può avere, in molti casi, nell'orientamento omicidiario di questi soggetti, vengono analizzate anche quelle forme di omicidio seriale nelle quali il sesso c'entra poco o, addirittura, per nulla, come ad esempio le «forme atipiche ». L'analisi sarà centrata principalmente sui casi del XX secolo — quelli sui quali è stato possibile raccogliere il maggior numero di dati e, quantitativamente, i più numerosi — e sarà volta a tracciare un identikit dell'assassino seriale moderno.

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